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venerdì 22 maggio 2020

Il suono delle trombe, l'Apocalisse

Nell'Apocalisse di Giovanni, ultimo libro del Nuovo Testamento, vengono descritti 7 angeli che segnano l'inizio della fine con il suono delle trombe, preceduti da un inquietante silenzio.

« Appena il primo angelo suonò la tromba, grandine e fuoco mescolati a sangue scrosciarono sulla terra. Un terzo della terra fu arso, un terzo degli alberi andò bruciato e ogni erba verde si seccò » (8,7)
...
« Il quarto angelo suonò la tromba e un terzo del sole, un terzo della luna e un terzo degli astri fu colpito e si oscurò: il giorno perse un terzo della sua luce e la notte ugualmente » (8,12)

« Il quinto angelo suonò la tromba e vidi un astro caduto dal cielo sulla terra. Gli fu data la chiave del pozzo dell'Abisso; egli aprì il pozzo dell'Abisso e salì dal pozzo un fumo come il fumo di una grande fornace, che oscurò il sole e l'atmosfera. Dal fumo uscirono cavallette che si sparsero sulla terra e fu dato loro un potere pari a quello degli scorpioni della terra. E fu detto loro di non danneggiare né erba né arbusti né alberi, ma soltanto gli uomini che non avessero il sigillo di Dio sulla fronte. Però non fu concesso loro di ucciderli, ma di tormentarli per cinque mesi, e il tormento è come il tormento dello scorpione quando punge un uomo. In quei giorni gli uomini cercheranno la morte, ma non la troveranno; brameranno morire, ma la morte li fuggirà. » (9,1-6)

I 7 angeli che suonano le trombe sono raffigurate anche nel Giudizio Universale di Michelangelo Buonarrotti, situata nella Cappella Sistina nella città del Vaticano:

Particolare del Giudizio Universale

               Israfil che suona la tromba
Un loro analogo nella tradizione religiosa coranica e islamica è l'Israfil, un angelo che è incaricato di suonare la tromba nel giorno del Giudizio finale. Al suono della tromba seguirà la morte immediata di ogni essere umano ancora in vita, immediatamente dopo resuscitato da Allah per il suo verdetto finale che, scritto su una tavoletta, sarà letto dallo stesso Isrāfīl.

"E la tromba deve essere bruciato, in modo che tutti coloro che sono nei cieli e tutti coloro che sono sulla terra deve svenire, tranne colui che Allah,., Allora vi sarà soffiato di nuovo, allora essi staranno in piedi in attesa" - Quran, 39.68.

Post sugli dei mitologici e cristianesimo, clicca qui




Riferimenti bibliografici:
https://it.wikipedia.org/wiki/Apocalisse_di_Giovanni
http://www.fmboschetto.it/religione/Apocalisse/Apocalisse3.htm
https://it.wikipedia.org/wiki/Israfil
https://it.qwe.wiki/wiki/Israfil

domenica 17 maggio 2020

Om

Om è un mantra della religione indiana, oggetto di riflessioni teologiche e filosofiche e strumento di pratica religiosa e meditativa.

Il suono Om (o Aum) è un unico suono composto da 3 suoni distinti: A, U, M.
A – è associato allo stato di veglia, l’oscurità, l’ignoranza e il tempo presente
U – è associato allo stato di sogno, all’inconscio, al dinamismo e al tempo passato
M – è associato allo stato di sonno profondo, alla verità, alla purezza e al tempo futuro

C’è infine un’ultima sillaba muta che compone il mantra OM, ossia il suono silente, la pausa tra un mantra e l’altro. Quest’ultima sillaba rappresenta il Brahman che rappresenta qualsiasi cosa e racchiude il significato della coscienza e della realtà oltre il tempo e lo spazio.

Dal Mandukya Upanishad I, 8 (testo religioso indiano):
"Vaiśvānara, lo stato di veglia è indicato dalla suono A che è il primo elemento in quanto ottiene o in quanto è primo. Ottiene ciò che desidera e risulta primo colui che così conosce.
Lo stato di sogno, Taijasa, è indicato dal suono U che è il secondo elemento per il fatto che è più in alto [di quello precedente] o perché partecipa dagli altri due [in cui sta in mezzo]. Chi lo conosce è in armonia con il Tutto, nessuno dei suoi discendenti ignorerà il Brahman.
Lo stato di sonno profondo, prājña è indicato dal suono M che è il terzo elemento, in quanto crea o dissolve. Colui che conosce questo penetra questo universo facendolo suo.
Il quarto non corrisponde a un elemento è non misurabile è al di là della manifestazione e non agisce; è calmo e non duale. Tale è la sillaba Om, in verità è l'Ātman colui che così conosce penetrando con l'Ātman [individuale] l'Ātman [universale]."

Om è considerato il suono primordiale che ha dato origine alla creazione, che viene interpretata come manifestazione stessa di questo suono, oltre che la sintesi e l'essenza di ogni mantra, preghiera, rituale, testo sacro, essere celeste o aspetto del Divino.

Riferimenti biliografici:
https://it.wikipedia.org/wiki/Om_(induismo)
https://denisedellagiacoma.com/il-significato-del-simbolo-om/

mercoledì 8 aprile 2020

Il suono: rumore infernale, canto, espressione divina-STEP#07

Come usa Dante il suono nella sua Divina Commedia?
Egli usa sapientemente le parole, alternando momenti di silenzio ad altri pieni di suoni e fragori, per sottolineare stati d’animo e sensazioni precisi e passaggi specifici del suo viaggio nel mondo dell’oltretomba.

Hieronymus Bosch, La visione del Tnugal, XV secolo

Inferno, silenzio e lamenti

canto III, 22-30
"Quivi sospiri, pianti e alti guai
risonavan per l'aere senza stelle,
per ch'io al cominciar ne lagrimai.

Diverse lingue, orribili favelle,
parole di dolore, accenti d'ira,
voci alte e fioche, e suon di man con elle

facevano un tumulto, il qual s'aggira
sempre in quell'aura senza tempo tinta,
come la rena quanto turba spira."

Dante appena entrato nel regno dei morti ode subito, nelle tenebre, un clamore infernale, un misto di gemiti, bestemmie, imprecazioni, battiti di mani, a tal punto da essere indotto al pianto.
I suoni elencati sono emessi da corpi umani: ma il loro accumulo è dis-umano, straniante.
E' il paesaggio sonoro, prima ancora di quello visivo, a infondere nel protagonista i sentimenti di paura, pietà, sconcerto, stupore, sofferenza che caratterizzano il viaggio attraverso la conoscenza del male.

Purgatorio, musica e canto

canto VIII, 13-18
"Te lucis ante sì devotamente
le uscì di bocca e con sì dolci note,
che fece me a me uscir di mente;

e l'altre poi dolcemente e devote
seguitar lei per tutto l'inno intero,
avendo li occhi a le superne rote."
Domenico di Michelino, Ritratto di Dante Alighieri, la città di Firenze e l'allegoria della Divina Commedia, 1465

In questo canto Dante è attratto dall'atteggiamento di preghiera assunto da una delle anime della valletta, che intona, seguita da altre, l'inno Te lucis ante guardando fissamente  verso oriente.
Il canto è sintatticamente circoscritto nei versi scritti sopra, che racchiudono le sue componenti di devozione e dolcezza. Le parole "mente" e "dolcemente" riproducono la musicalità anche all'interno del verso, con un effetto a eco che rimanda ai solenni cori echeggianti per le alte volte delle medievali cattedrali gotiche.
I rituali liturgici, in particolare la musica, caratterizzano l'intero regno del Purgatorio, essi infatti rappresentavano per l’uomo del Medioevo un incontro tra filosofia e teologia. La teoria musicale veniva vista come applicazione dell’ordine numerico su cui l’intero cosmo era fondato, mentre il canto era eco dei cori angelici in lode del Creatore. La musica vocale umana rappresentava l’imitazione del canto angelico, superiore alla dimensione temporale e udibile solo attraverso l’"orecchio del cuore".

Dante e Beatrice contemplano l'Empireo, incisione di Gustave Doré
Paradiso, armonia celeste

canto I, 76-84
"Quando la rota che tu sempiterni
desiderato, a sé mi fece atteso
con l'armonia che temperi e discerni,

parvemi tanto allor del cielo acceso
de la fiamma del sol, che pioggia o fiume
lago non fece alcun tanto disteso.

La novità del suono e 'l grande lume
di lor cagion m'accesero un disio
mai non sentito di cotanto acume."

In questo canto Dante sale nell'ultimo regno grazie all'aiuto di Beatrice. Mentre sale verso i cieli ode per la prima volta la straordinaria armonia derivante dal loro movimento rotatorio.
Questa è la musica celeste, espressione di un ordine armonico che presiede all'intero universo, nel quale Dio costituisce il principio causale e finale, ed è un ordine perfetto che si contrappone al disordine morale e politico che affligge il mondo della storia, dell'uomo. La musica presente nel Paradiso è infatti polifonica, le voci si rincorrono, si alternano, si riuniscono; il significato è secondario a fronte della fantasmagorica combinazione di suono/luce/movimento.

Riferimenti bibliografici:
Dante Alighieri, La divina commedia, nuova edizione integrale a cura di Alessandro Marchi, Pearson
https://air.unimi.it/retrieve/handle/2434/165119/163010/Suoni

venerdì 27 marzo 2020

Gli dei sono canti - STEP#04

La nascita dell'universo

esplosione dell'universo

Fin dall'alba della civiltà venivano narrate le storie più incredibili sull'origine della
Terra, nel tentativo di rispondere alla domanda: "Cosa c’era quando ancora non c’era qualcosa?"
Le risposte furono diverse ma c'è qualcosa che si ripete, come disse Schneider, un musicologo e professore: “tutte le volte che la genesi del mondo è descritta con sufficiente precisione, un elemento acustico interviene nel momento decisivo dell’azione”.

La nascita del mondo è strettamente collegata alla nascita del suono.
Nei miti delle origini quando non c'era nulla, c'era assenza di vita, di spazio e movimento, di luce e suono. Il nulla di molti racconti cosmogonici non è solo invisibile, ma anche inudibile; tenebroso, ma anche silenzioso.

Il suono cosmico precede la luce perché è luce sotto forma acustica,  è una manifestazione
universale del divino, manifestazione creativa e comunicante.
Un esempio di ciò può essere trovato nella Bibbia stessa: Dio crea il cielo e la terra in un mondo dominato dal silenzio e sul quale diffonde la sua voce, che diventa quindi il vero atto creativo.

(la creazione della terra per il cristianesimo)

Spostandoci invece in India, Prajapati, il dio delle origini, il signore delle creature, nacque da un concerto di diciassette tamburi. Secondo la concezione indù, il principio che dà origine ai mondi è un
principio armonico e ritmico, simboleggiato dal ritmo dei tamburi.

(Prajapati, il dio creatore)

E ancora in Egitto la risata di Thot, dio della Luna e della sapienza, coincideva con la creazione dell’universo.

Il suono nei miti

-Mitologia greca
Pallade Atena, dea che simboleggia la saggezza armata, era alla ricerca di uno strumento che imitasse il sibilo e il suono lamentoso del vento quando precede l'uragano; prese l'osso cavo di un cervo lo forò con una serie di buchi: soffiando dalla canna, otturando ora un buco ora l'altro, la dea ottenne ciò che noi oggi chiamiamo flauto. Atena ha creato un nuovo strumento per imitare il suono della natura, e per poterlo riprodurre a suo piacimento.

-Mitologia norrena
Heimdallr, dio custode, sorveglia il ponte Bifrǫst, il ponte dell'arcobaleno che unisce la terra alla dimora degli dei, Asgard. Egli è il possessore del corno Gjallarhorn ( “Corno risuonante“) che suonava per segnalare l’avvicinarsi di un qualche pericolo (ma talora anche come coppa per bere idromele, la bevanda servita ai guerrieri di Odino). Il suono del corno di Heimdallr era detto essere così forte da poter essere udito in ogni angolo di Asgard, e si tramandava inoltre che quello stesso corno avrebbe segnalato l’inizio del Ragnarök (la fine del mondo), durante il quale ci sarebbe stato il fatidico scontro tra il bene e il male.

(Gjallarhorn suona il Heimdallr)

Riferimenti bibliografici:
Dizionario illustrato di Mitologia greca e romana (Crescere Edizioni)
https://areeweb.polito.it/didattica/polymath/htmlS/argoment/Matematicae/Giugno_03/APPUNTI.HTM
http://matinfinito.altervista.org/alterpages/files/cosmogoniemusicali.pdf
http://mitologiagreca.blogspot.com/2007/06/atena-e-linvenzione-del-flauto.html
https://it.wikipedia.org/wiki/Heimdallr
https://www.mitologiantica.com/norrena/heimdall-il-dio-dell-ordine/

La sintesi finale - STEP#24

monte Fuji e lago Shojiko all'alba in Giappone L' etimologia della parola "suono" è latina e il suo significato riman...