martedì 2 giugno 2020

La velocità del suono nell'acqua

Il suono si propaga nei solidi con una velocità maggiore che nei liquidi, così come si propaga più velocemente in questi ultimi che nei gas.
Ciò avviene perché la trasmissione dell’energia sonora avviene con un’onda elastica: una successione di compressioni e rarefazioni del fluido nella direzione di propagazione del suono. Immaginando di dividere il fluido in tanti strati perpendicolari alla direzione da cui proverrà il suono, quando il primo strato è colpito dall’onda sonora, ne assorbe l’energia comprimendosi.
Riespandendosi, cede l’energia al successivo, che a sua volta l’assorbe comprimendosi, e così via. La rapidità con la quale ogni strato si comprime e si riespande, e quindi la velocità di trasmissione, dipende da una proprietà del fluido, la comprimibilità: meno lo strato è comprimibile, prima cederà l’energia al successivo.
Naturalmente l’acqua è meno comprimibile dell’aria, perciò il suono si propaga più velocemente nei liquidi (così come nei solidi) che nell’aria.

Il valore numerico della velocità del suono nell'acqua fu determinato nel XIX secolo da i due scienziati Colladon e Sturm nel lago di Ginevra.

Schema dell'esperimento

L'esperimento era composto da un timbro collocato sott'acqua e destinato a dare dei suoni in tempi determinati. Ad una grande distanza da questo, un tubo era condotto dalla barca, dove si trovava l'osservatore, fino nell'acqua. Il tubo era molto allargato nella parte inferiore a guisa di un colossale orecchio, ed era chiuso col mezzo di una membrana elastica, la quale pescava interamente nell'acqua. Le vibrazioni sonore provenienti dal timbro si propagavano attraverso l'acqua fino alla membrana, e da questa all'aria del tubo. L'osservatore che teneva l'orecchio al tubo, sentiva distintamente il suono. Per cui, misurando la distanza dal timbro fino all'osservatore e misurando il tempo impiegato dal suono per percorrere tutta la distanza, Colladon e Sturm trovarono la velocità di 1435 m/s.

Riferimenti bibliografici:
https://www.focus.it/scienza/scienze/perche-il-suono-e-piu-veloce-nellacqua-che-nellaria
https://www.phys.uniroma1.it/DipWeb/museo/note.htm
http://www.intratext.com/IXT/ITA3304/_P3.HTM

La necessità di un mezzo per la propagazione del suono


Il fisico tedesco Otto von Guericke studiò le proprietà dell'aria e del vuoto, in particolare demolì la teoria dell'horror vacui, secondo la quale la natura aborrisce il vuoto. Dimostrò che la luce si propaga attraverso uno spazio vuoto, a differenza del suono, che necessita di un mezzo materiale per la propagazione.

Egli dimostrò la necessità di un mezzo materiale per la propagazione del suono nel 1663 utilizzando una suoneria posta sotto una campana a vuoto.

schema dell'esperimento
La campana veniva posta su una pompa per il vuoto, assicurandosi che la sorgente sonora non toccasse nulla di solido, e via via che l`aria veniva rarefatta il suono si affievoliva fino a non essere più udibile. Poi l`aria veniva immessa di nuovo e il suono lentamente tornava a farsi udire.                                                                                                                   Otto von Guericke


Uno sperimento simile, ma avente un risultato opposto a causa di errori sistematici, era stato eseguito anche da A. Kircher (1601-1680) servendosi di una campanella posta all'interno di un pallone in cui era stata tolta l'aria, deducendo però che questa non era essenziale alla propagazione.


Riferimenti bibliografici:
https://it.wikipedia.org/wiki/Otto_von_Guericke
https://www.phys.uniroma1.it/DipWeb/museo/note.htm
https://www.istitutomontani.gov.it/museovirtuale/campanello_elettrico37/

lunedì 1 giugno 2020

La teoria del suono di Leopardi - STEP#20

Giacomo Leopardi, ritr. A Ferrazzi, Recanati

Leopardi trova il bello poetico nel vago e nell’indefinito, che sono suscitati dalla vista impedita da un ostacolo, una siepe, un albero, una torre, una finestra.
Nelle pagine dello Zibaldone si viene a costruire anche una vera e propria teoria del suono.
Leopardi elenca tutta una serie di suoni suggestivi perché vaghi: un canto che vada a poco a poco allontanandosi, un canto che giunga all’esterno dal chiuso di una stanza, il muggito degli armenti che echeggi per le valli, lo stormire del vento tra le fronde.

Dallo Zibaldone(https://inostritempisupplementari.files.wordpress.com/2016/04/leopardi-lo-zibaldone-teoria-della-visione-testo.pdf):

"È piacevole per se stesso, cioè non per altro, se non per un’idea vaga ed indefinita che desta, un canto (il più spregevole) udito da lungi, o che paia lontano senza esserlo, o che si vada appoco appoco allontanando, e divenendo insensibile; o anche viceversa (ma meno), o che sia così lontano, in apparenza o in verità, che l’orecchio e l’idea quasi lo perda nella vastità degli spazi ; un suono qualunque confuso, massime se ciò è per la lontananza; un canto udito in modo che non si veda il luogo da cui parte; un canto che risuoni per le volte di una stanza ec. dove voi non vi troviate però dentro
...
Nè l’udito nè gli altri sensi non arrivano a determinare nè circoscrivere la sensazione, e le sue concomitanze. È piacevole qualunque suono (anche vilissimo) che largamente e vastamente si diffonda, come in taluno dei detti casi, massime se non si vede l’oggetto da cui parte. A queste considerazioni appartiene il piacere che può dare e dà (quando non sia vinto dalla paura) il fragore del tuono, massime quand’è più sordo, quando è udito in aperta campagna; lo stormire del vento, massime nei detti casi, quando freme confusamente in una foresta, o tra i vari oggetti di una campagna, o quando è udito da lungi, o dentro una città trovandosi per le strade ec. Perocché oltre la vastità, e l’incertezza e confusione del suono, non si vede l’oggetto che lo produce, giacchè il tuono e il vento non si vedono. È piacevole un luogo echeggiante, un appartamento ec. che ripeta il calpestio de’ piedi, o la voce ec. Perocchè l’eco non si vede ec. E tanto più quanto il luogo e l’eco è più vasto, quanto più l’eco vien da lontano, quanto più si diffonde; e molto più ancora se vi si aggiunge l’oscurità del luogo che non lasci determinare la vastità del suono, nè i punti da cui esso parte ec. ec. E tutte queste immagini in poesia sono sempre bellissime..."


Riferimenti bibliografici:
https://valtercaria.it/appunti/letteratura-it/leopardi.pdf
https://docu.plus/it/doc/letteratura/leopardi-la-poetica/42686/view/

mercoledì 27 maggio 2020

Le case del suono nella nuova atlantide - STEP#19

Nuova Atlantide, 1624
La nuova Atlantide è un racconto utopico incompiuto, scritto da Francesco Bacone nel 1624.
Bacone narra di un gruppo di viaggiatori che naufragano nell'isola di Bensalem, dove vive una popolazione felice che si basa sulla ragione, scienza e collaborazione tra persone.
L'istituzione più importante dell'isola è la Casa di Salomone o Collegio delle Opere dei Sei Giorni, istituita dal re Atlantideo Solamone, dove i bensalemiti si dedicano ad esperimenti scientifici realizzati con il metodo baconiano, per controllare la natura e applicare la conoscenza per migliorare la società.
Qui sono presenti diverse "case", come le "case della matematica", "case del profumo" e "case del suono":

"Abbiamo ancora case del suono nelle quali esperimentiamo e riproduciamo tutti i suoni con la loro origine. Possediamo accordi che voi non avete, di quarti di tono e di passaggi di suono ancora più lievi. Anche diversi strumenti musicali, a voi ignoti, alcuni più soavi di tutti quelli che avete voi; e insieme campane e campanelli di suono delicato e dolce. Produciamo tanto i suoni piccoli quanto quelli grandi e profondi; e quelli grandi sia bassi sia acuti; produciamo vari tremoli e trilli di suoni che originalmente sono interi. Riproduciamo e imitiamo tutti i suoni e le lettere articolati e le voci e le note degli animali e degli uccelli. Abbiamo certi congegni i quali, se applicati all'orecchio, favoriscono assai l'udito. Abbiamo ancora vari strani echi artificiali, che riflettono la voce molte volte, quasi rigettandola; e alcuni che restituiscono la voce più forte di quanto non sia andata, alcuni più acuta e altri più profonda; e persino alcuni che restituiscono la voce diversa nelle lettere o nel suono articolato da quella che ricevono. Abbiamo anche la maniera di incanalare i suoni in cilindri e tubi, in direzioni e distanze singolari."


Riferimenti bibliografici:
Nuova Atlantide, Francesco Bacone, 1624
https://filinge.blogspot.com/2020/04/la-nuova-atlantide-2.html
https://it.wikipedia.org/wiki/La_nuova_Atlantide
https://www.skuola.net/filosofia-moderna/bacone-nuova-atlantide.html

martedì 26 maggio 2020

"Kometenschweif", Husserl - STEP#18

Edmund Husserl (1859–1938) è stato un filosofo e matematico austriaco, fondatore della fenomenologia.

foto della cometa Swan, scattata dalla NASA

Egli dedica alla percezione del suono, e del suono musicale in particolare, una parte del suo trattato “Sulla fenomenologia della coscienza interna del tempo”, dimostrando la sua dipendenza dall’esperienza del tempo.
La metafora che usa è “Kometenschweif” (coda o scia di cometa):  la percezione di una melodia assomiglia a quella della traccia visiva lasciata dalla cometa mentre attraversa lo spazio; il residuo di coda luminosa corrisponderebbe alle note appena udite che la memoria ritiene mentre l’orecchio percepisce le altezze suonate all’istante, analoghe, queste, alla punta della cometa ancora visibile nel cielo. L’anticipazione della direzione in cui la cometa procede una volta sparita dal campo visivo, corrisponderebbe alla nostra coscienza che “protende” con la melodia verso il suo proseguimento.
In ogni istante dell’ascolto il presente si assomma alla cognizione dei suoni passati e all’anticipazione di quelli a venire nella “direzione” indicata; ma la traiettoria, nella musica è molto più aperta e meno prevedibile di quella di una cometa, perciò più che di anticipazione conviene parlare di attesa o di aspettativa.

Husserl denomina questi 3 "stadi" così:
-impressione originaria, il momento in cui il suono è udito. Il suono genera appunto un'impressione sulla coscienza connessa all'estensione del suono.
-ritenzione, il perdurare nella coscienza di un evento al passare del tempo,cioè la relazione che il perdurare del suono nella coscienza ha con la consapevolezza che si tratta di un suono identico che si sviluppa nel tempo. La coscienza ritiene l'impressione originaria del suono mentre il suono perdura
-protensione, la nostra anticipazione del momento successivo, cioè la nostra coscienza si "protende" verso il futuro anche se è incapace di prevederlo.

Per ulteriori dettagli e approfondimenti consiglio di visitare i seguenti link (dell'università degli studi di Milano) :
http://users.unimi.it/gpiana/dm6/dm6husam.htm#n4


Riferimenti bibliografici:
https://it.wikipedia.org/wiki/Edmund_Husserl
http://www3.unisi.it/ricerca/prog/musica/sapere/fenomen.htm
https://allegatifac.unipv.it/lucavanzago/file/VanzagoTeoretica2014.pdf

venerdì 22 maggio 2020

Il suono delle trombe, l'Apocalisse

Nell'Apocalisse di Giovanni, ultimo libro del Nuovo Testamento, vengono descritti 7 angeli che segnano l'inizio della fine con il suono delle trombe, preceduti da un inquietante silenzio.

« Appena il primo angelo suonò la tromba, grandine e fuoco mescolati a sangue scrosciarono sulla terra. Un terzo della terra fu arso, un terzo degli alberi andò bruciato e ogni erba verde si seccò » (8,7)
...
« Il quarto angelo suonò la tromba e un terzo del sole, un terzo della luna e un terzo degli astri fu colpito e si oscurò: il giorno perse un terzo della sua luce e la notte ugualmente » (8,12)

« Il quinto angelo suonò la tromba e vidi un astro caduto dal cielo sulla terra. Gli fu data la chiave del pozzo dell'Abisso; egli aprì il pozzo dell'Abisso e salì dal pozzo un fumo come il fumo di una grande fornace, che oscurò il sole e l'atmosfera. Dal fumo uscirono cavallette che si sparsero sulla terra e fu dato loro un potere pari a quello degli scorpioni della terra. E fu detto loro di non danneggiare né erba né arbusti né alberi, ma soltanto gli uomini che non avessero il sigillo di Dio sulla fronte. Però non fu concesso loro di ucciderli, ma di tormentarli per cinque mesi, e il tormento è come il tormento dello scorpione quando punge un uomo. In quei giorni gli uomini cercheranno la morte, ma non la troveranno; brameranno morire, ma la morte li fuggirà. » (9,1-6)

I 7 angeli che suonano le trombe sono raffigurate anche nel Giudizio Universale di Michelangelo Buonarrotti, situata nella Cappella Sistina nella città del Vaticano:

Particolare del Giudizio Universale

               Israfil che suona la tromba
Un loro analogo nella tradizione religiosa coranica e islamica è l'Israfil, un angelo che è incaricato di suonare la tromba nel giorno del Giudizio finale. Al suono della tromba seguirà la morte immediata di ogni essere umano ancora in vita, immediatamente dopo resuscitato da Allah per il suo verdetto finale che, scritto su una tavoletta, sarà letto dallo stesso Isrāfīl.

"E la tromba deve essere bruciato, in modo che tutti coloro che sono nei cieli e tutti coloro che sono sulla terra deve svenire, tranne colui che Allah,., Allora vi sarà soffiato di nuovo, allora essi staranno in piedi in attesa" - Quran, 39.68.

Post sugli dei mitologici e cristianesimo, clicca qui




Riferimenti bibliografici:
https://it.wikipedia.org/wiki/Apocalisse_di_Giovanni
http://www.fmboschetto.it/religione/Apocalisse/Apocalisse3.htm
https://it.wikipedia.org/wiki/Israfil
https://it.qwe.wiki/wiki/Israfil

Abbecedario del suono - STEP #17

Apocalisse
Beatitudine
Colori
Divinità
Emozioni (esempio:Il suono della paura)
Fantasia
Genesi
Haiku
Inquinamento
Leopardi, Giacomo
Marinetti, Filippo Tommaso (futurismo)
Musica
Nostalgia
Om
Pentagramma
Quiete
Rumore
Silenzio
Teatro
Universo
Voce
Zen

La sintesi finale - STEP#24

monte Fuji e lago Shojiko all'alba in Giappone L' etimologia della parola "suono" è latina e il suo significato riman...