mercoledì 15 aprile 2020

Impressione - STEP#09


Impressione III (concerto), realizzata da Vasilij Kandinskij nel 1911, conservata nella Städtische Galerie im Lenbachhaus, Monaco.

Kandinsky in una lettera a Schoenberg, un compositore austriaco, sottolinea i punti di contatto tra la propria idea pittorica e quella musicale di Schoenberg:
“Io trovo che l'armonia e il ritmo contemporanei non si possano trovare percorrendo la strada geometrica, ma al contrario direttamente in quella antigeometrica, antilogica. Questa strada è la “dissonanza” nell'arte, così nella pittura come nella musica”.

martedì 14 aprile 2020

Le teorie platoniche sul suono - STEP#08

Platone espone le sue idee principalmente nel dialogo Timeo, che ha influito notevolmente sulla scienza posteriore:

Timeo a Socrate: "Stabiliamo allora in sintesi che il suono è quell'urto che viene trasmesso attraverso le orecchie, mediante l'aria, e il cervello, e il sangue, fino all'anima, e che il movimento ricevuto da quest'urto, che comincia dalla testa e termina dove il fegato ha la sua sede, è l'udito: se il movimento è veloce il suono è acuto, se è più lento il suono è più grave, se il movimento è uniforme il suono è omogeneo e dolce, se è tutto il contrario il suono è aspro; se il movimento è grande il suono è forte, in caso contrario è debole.
....
i suoni che possono apparire rapidi o lenti, acuti o gravi, che ora sono discordanti perché non si accordano con il movimento che essi provocano in noi, ora in accordo perché vi è uniformità. Quando infatti i movimenti dei suoni mossi per primi e più rapidi stanno per cessare e farsi simili ai suoni più lenti, questi li raggiungono e giungendo dopo imprimono un altro nuovo movimento, e quando li raggiungono non li turbano, perché non imprimono un diverso movimento, ma l'inizio del movimento più lento viene ad assimilarsi a quello del più rapido che finisce, procurando un'unica impressione che deriva dal combinarsi del suono acuto con quello grave: perciò procura piacere agli stolti e letizia ai saggi, perché l'armonia divina viene rappresentata nei movimenti mortali. Si spiegano così lo scorrere delle acque, la caduta dei fulmini, e la meravigliosa forza d'attrazione dell'ambra e della calamita: in nessuno di tutti questi oggetti vi è la forza attraente, ma poiché il vuoto non c'è, questi corpi si respingono in giro l'uno con l'altro, e separandosi e congiungendosi, cambiano di posto, e vanno ciascuno nella propria sede. Dall'intrecciarsi di queste influenze reciproche si sono operati tutti quei prodigi, come sembrerà a chi sappia indagare bene."

Per Platone il suono è semplice e continuo e ,a posteriori, possiamo leggere nelle sue parole la proporzionalità diretta dell'altezza del suono e della sua velocità di propagazione. Un’altra proprietà che egli adduce al suono è la chiarezza, considerata come risultato del suo movimento di propagazione. Se questo resta uniforme, il suono è chiaro e piacevole; in caso contrario è confuso e sgradevole.
Il filosofo utilizza queste teorie pseudo-scientifiche per argomentare le sue teorie metafisiche presenti nel dialogo stesso e nei suoi altri lavori.

La scuola di Atene, Raffaello Sanzio, dettaglio con Platone con in mano "Timeo"

Riferimenti bibliografici:
http://www.ousia.it/content/Sezioni/Testi/PlatoneTimeo.pdf
https://iskra.myblog.it/2012/10/21/il-suono-di-platone/

sabato 11 aprile 2020

La velocità del suono...nel primo secolo D.C.

Gaio Plinio Secondo (23-79 D.C.), detto il "Vecchio", è stato uno scrittore, naturalista, filosofo naturalista, comandante militare e governatore provinciale romano.
Egli scrisse la Naturalis historia ("Storia naturale", "Ricerche sulla natura"), opera che tratta di cosmologia, geografia, antropologia, zoologia, sostanze medicinali, metallurgia e mineralogia.
A lui è attribuibile la constatazione che il suono si propaga con velocità molto minore della luce, di cui ne parla nel Liber II (142):

"Fulgetrum prius cerni quam tonitrua audiri, cum simul fiant, certum est, nec mirum, quoniam lux sonitu velocior, ictum autem et sonitum congruere ita modulante natura, sed sonitum profecti esse fulminis, non inlati, etiamnum spiritum ociorem fulmine, ideo quati prius omne et adflari quam percuti, nec quemquam tangi qui prior viderit fulmen aut tonitrua audierit."

"E' certo che il lampo viene visto prima che i tuoni siano uditi, pur avvenendo insieme, né è starno, poichè la luce è più veloce del suono, che il colpo e il suono inoltre coincidono per una natura che così regola, ma che il suono è del fulmine partito, non arrivato, inoltre il soffio è più veloce del fulmine, che perciò tutto è squassato e sferzato prima di essere colpito, né che viene toccato alcuno che abbia visto per primo il fulmine o abbia sentito il tuono."

Plinio il Vecchio e la prima pagina della sua opera Naturalis Historiae

Riferimenti bibliografici:
https://it.wikipedia.org/wiki/Plinio_il_Vecchio
Veluti Flos, cultura e letteratura latino, testi, temi, lessico 2
https://penelope.uchicago.edu/Thayer/L/Roman/Texts/Pliny_the_Elder/2*.html

mercoledì 8 aprile 2020

Il suono: rumore infernale, canto, espressione divina-STEP#07

Come usa Dante il suono nella sua Divina Commedia?
Egli usa sapientemente le parole, alternando momenti di silenzio ad altri pieni di suoni e fragori, per sottolineare stati d’animo e sensazioni precisi e passaggi specifici del suo viaggio nel mondo dell’oltretomba.

Hieronymus Bosch, La visione del Tnugal, XV secolo

Inferno, silenzio e lamenti

canto III, 22-30
"Quivi sospiri, pianti e alti guai
risonavan per l'aere senza stelle,
per ch'io al cominciar ne lagrimai.

Diverse lingue, orribili favelle,
parole di dolore, accenti d'ira,
voci alte e fioche, e suon di man con elle

facevano un tumulto, il qual s'aggira
sempre in quell'aura senza tempo tinta,
come la rena quanto turba spira."

Dante appena entrato nel regno dei morti ode subito, nelle tenebre, un clamore infernale, un misto di gemiti, bestemmie, imprecazioni, battiti di mani, a tal punto da essere indotto al pianto.
I suoni elencati sono emessi da corpi umani: ma il loro accumulo è dis-umano, straniante.
E' il paesaggio sonoro, prima ancora di quello visivo, a infondere nel protagonista i sentimenti di paura, pietà, sconcerto, stupore, sofferenza che caratterizzano il viaggio attraverso la conoscenza del male.

Purgatorio, musica e canto

canto VIII, 13-18
"Te lucis ante sì devotamente
le uscì di bocca e con sì dolci note,
che fece me a me uscir di mente;

e l'altre poi dolcemente e devote
seguitar lei per tutto l'inno intero,
avendo li occhi a le superne rote."
Domenico di Michelino, Ritratto di Dante Alighieri, la città di Firenze e l'allegoria della Divina Commedia, 1465

In questo canto Dante è attratto dall'atteggiamento di preghiera assunto da una delle anime della valletta, che intona, seguita da altre, l'inno Te lucis ante guardando fissamente  verso oriente.
Il canto è sintatticamente circoscritto nei versi scritti sopra, che racchiudono le sue componenti di devozione e dolcezza. Le parole "mente" e "dolcemente" riproducono la musicalità anche all'interno del verso, con un effetto a eco che rimanda ai solenni cori echeggianti per le alte volte delle medievali cattedrali gotiche.
I rituali liturgici, in particolare la musica, caratterizzano l'intero regno del Purgatorio, essi infatti rappresentavano per l’uomo del Medioevo un incontro tra filosofia e teologia. La teoria musicale veniva vista come applicazione dell’ordine numerico su cui l’intero cosmo era fondato, mentre il canto era eco dei cori angelici in lode del Creatore. La musica vocale umana rappresentava l’imitazione del canto angelico, superiore alla dimensione temporale e udibile solo attraverso l’"orecchio del cuore".

Dante e Beatrice contemplano l'Empireo, incisione di Gustave Doré
Paradiso, armonia celeste

canto I, 76-84
"Quando la rota che tu sempiterni
desiderato, a sé mi fece atteso
con l'armonia che temperi e discerni,

parvemi tanto allor del cielo acceso
de la fiamma del sol, che pioggia o fiume
lago non fece alcun tanto disteso.

La novità del suono e 'l grande lume
di lor cagion m'accesero un disio
mai non sentito di cotanto acume."

In questo canto Dante sale nell'ultimo regno grazie all'aiuto di Beatrice. Mentre sale verso i cieli ode per la prima volta la straordinaria armonia derivante dal loro movimento rotatorio.
Questa è la musica celeste, espressione di un ordine armonico che presiede all'intero universo, nel quale Dio costituisce il principio causale e finale, ed è un ordine perfetto che si contrappone al disordine morale e politico che affligge il mondo della storia, dell'uomo. La musica presente nel Paradiso è infatti polifonica, le voci si rincorrono, si alternano, si riuniscono; il significato è secondario a fronte della fantasmagorica combinazione di suono/luce/movimento.

Riferimenti bibliografici:
Dante Alighieri, La divina commedia, nuova edizione integrale a cura di Alessandro Marchi, Pearson
https://air.unimi.it/retrieve/handle/2434/165119/163010/Suoni

martedì 7 aprile 2020

Rumore bianco - STEP#06

Rumore bianco è un romanzo postmoderno scritto da Don DeLillo.
DeLillo narra nel suo libro un anno di vita di Jack Gladney, un professore universitario che ha studiato la figura di Adolf Hitler, il suo carisma, i suoi discorsi e gli inni nazisti.Il "rumore bianco" è il suono che ossessiona il protagonista del romanzo: inizialmente è scambiato per un suono prodotto da una qualche macchina del consumismo, ma dopo che il protagonista viene colpito da  una nuvola di gas tossico il "rumore bianco" si rivela come la morte. Essa, fissa e costante, avvolge la casa e diventa un membro della famiglia, figlia acquisito dell'era moderna, personaggio invisibile con il quale convivere, giorno dopo giorno.
Altre oscure faccende accadono intorno a Gladney: persone scomparse, incendi, disastri aerei, omicidi. Tutte sono causa di conversazioni tra i personaggi, ma alla fine le immagini si spengono sullo sfondo come se non si fossero svolte nella realtà, ma solo su uno schermo televisivo. Queste profetizzano lo sfascio totale della società, ma nessun personaggio se ne accorge ed esse vengono percepite solo come un brusio di sottofondo che si confonde con quello del frigo stracolmo di cibo.

Riferimenti bibliografici:
https://it.wikipedia.org/wiki/Rumore_bianco_(romanzo)
https://www.ibs.it/rumore-bianco-libro-don-delillo/e/9788806220693
http://www.mangialibri.com/libri/rumore-bianco
https://www.sololibri.net/Rumore-bianco-Don-DeLillo.html

venerdì 3 aprile 2020

Infiltrazione omogenea per pianoforte a coda

Infiltrazione omogenea per pianoforte a coda è stata realizzata nel 1966 da Beuys. Essa consiste in un pianoforte a coda ricoperto da uno spesso strato di feltro grigio su cui campeggiano lateralmente due croci rosse. L'artista ha così stravolto l'aspetto e la funzione di un oggetto familiare mortificandone la linea e ingoffendola con una pesante mascheratura di feltro. Questo materiale, con le sue proprietà di isolante acustico, allude al soffocamento della musica e rende il pianoforte - condannato al silenzio- una sorta di deposito di energia potenziale.
Le croci rosse, invece, esprimono la relazione con l'uomo e, secondo l'artista, "stanno a significare emergenza, il pericolo che ci minaccia se rimaniamo in silenzio e non riusciamo a fare il prossimo passo nell'evoluzione."

Riferimenti bibliografici:
Il Cricco Di Teodoro, Itinerari nell'arte, Dall'Art Nouveau ai giorni nostri, terza edizione, versione gialla.

mercoledì 1 aprile 2020

Il suono nella pubblicità-STEP#05


Campagna pubblicitaria ideata dall'Associazione Alti Formaggi e trasmessa sui circuiti Gambero Rosso, Alice Tv e LA7.


 Lo spot enfatizza al limite i suoni di cibi e bevande: il vino che viene versato nel calice, una pagnotta che viene spezzata, un pomodoro che viene tagliato.

Sono i suoni prodotti che trasmettono l'immagine delle vivande, non le immagini stesse.

La sintesi finale - STEP#24

monte Fuji e lago Shojiko all'alba in Giappone L' etimologia della parola "suono" è latina e il suo significato riman...